TITOLI DI STATO

Carissimi,

Spero che stiate o avete trascorso il periodo delle vacanze Pasquali in serenità, ma soprattutto con le persone a voi care.

Cominciamo con un piccolo riassunto delle inquietudini vissute negli ultimi mesi partendo dal nuovo presidente Usa, che ogni giorno da modo che si parli di Lui, alle problematiche delle banche italiane che, per un verso o nell’altro stanno perdendo la fiducia dei propri correntisti.

Se l’elezione di Trump è stata finora assorbita benino, senza molti scossoni nei mercati internazionali, diverso è stato l’atteggiamento nei confronti dei vari aumenti di capitali previsti delle maggiori banche italiane fino a fare intervenire lo stato italiano con aiuti consistenti.

Questa premessa per introdurre un argomento che forse non tutti hanno approfondito a dovere e, quindi merita un momento di riflessione.

Quindi, i risparmiatori in titoli di stato sono a conoscenza di un decreto di nome Cac (clausole di azione collettiva)?

Non sono sicuro che tutti i risparmiatori conoscano a fondo queste clausole ed è per questo che andrò a sottolineare i passaggi più importanti.

Dal Primo Gennaio 2013 sono operative le clausole contenute in un decreto che il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha emanato nel giorno 07 Dicembre 2012. Tutti i paesi Europei sono obbligati ad applicare le cosiddette CAC sui Titoli pubblici di nuova emissione (mercato primario).

Queste sono delle clausole vessatorie che riguardano i titoli di stato di nuove emissioni superiori ai 12 mesi quindi per CCT, BTP, BOT superiori ai 12 mesi e CTZ.

In pratica queste clausole permetteranno allo Stato di ricontrattare interessi e scadenze con gli investitori, e di proporre uno scambio con delle obbligazioni anche diverse. L’unico vincolo è, che lo scambio non sia superiore del 45% delle intere emissioni dello stesso anno. Ne consegue che ogni risparmiatore che possiede questi titoli può trovarsi a non avere più in possesso la tipologia del titolo inizialmente acquistato avere degli interessi inferiori o delle scadenze prorogate senza che possa fare niente.

Essendo queste clausole Europee valgono anche per Titoli di Stato Esteri non solo Italiani, quindi un consiglio di fare una seria e approfondita analisi del proprio portafoglio per non incorrere poi a spiacevoli sorprese.

Arrivederci alla prossima, saluti.

Daniele Cecchinato